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8 gennaio 2018

L’imbiancatura d’interni

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La scelta dei materiali per l’imbiancatura d’interni dipende fondamentalmente dal tipo di ambienti. Se abbiamo stanze che soffrono di umidità interna, nonostante gli ambienti vengano arieggiati con l’apertura quotidiana delle finestre, è consigliata un’idropittura al fine di far traspirare i muri. Se non ci fossero problemi particolari, invece, sarebbe opportuno utilizzare uno smalto ecologico all’acqua, in quanto oltre ad offrire diversi tipi di finiture (lucido, satinato ed opaco), si presta a innumerevoli lavaggi. Attraverso l’uso di panni inumiditi d’acqua e con l’applicazione di un detergente diluito, infatti, è possibile lavare le pareti, evitando così di reimbiancarle ogni quattro anni.

Un problema ricorrente è quello della muffa, che periodicamente si presenta sulle pareti. Bisogna innanzitutto capire il motivo della presenza della muffa. Solitamente si presenta per tre motivi:
• la poca areazione del locale, con conseguente aumento dell’umidità interna degli ambienti. La cottura degli alimenti ed il vapore corporeo delle persone che vivono lo spazio interno, infatti, devono essere eliminati cambiando l’aria interna tutti i giorni;
• l’infiltrazione d’acqua, dovuta alla rottura di un tubo dell’acqua e con piccole perdite continue;
• il ponte termico: vi è una differenza di trasmittanza termica tra un punto ed un altro di una parete perimetrale, dovuta, ad esempio, alla presenza di un pilastro.
Le muffe in buona sostanza spuntano dove c’è presenza di acqua o vapore acqueo. La prima soluzione, immediata ed efficace, è quella di eliminare l’umidità interna.

Una soluzione sempre più adottata è quella delle pitture termoisolanti. Le pitture in questione hanno all’interno delle nano-particelle di ceramica o di vetro, le quali creando un sottile strato d’aria, riescono a ridurre la trasmittanza termica. Diverse aziende hanno fatto test la cui differenza di temperatura tra la superficie interna e quella esterna è mediamente di circa 0.5°C. Il costo delle pitture termoisolanti, è mediamente stimato a 6 €/mq. In sostituzione a queste pitture, si può ricorrere ad un cappotto interno in lastre di gesso e materiale isolante, capace di ridurre maggiormente la trasmittanza termica.
Un altro problema che si riscontra frequentemente è quello relativo alla pittura delle pareti interne, che tende a sbiadirsi sempre più velocemente e si mantiene sempre meno nel corso del tempo. Non ci sono molte soluzioni al riguardo, specialmente se si utilizzano pitture tradizionali.
Il riscaldamento tradizionale delle abitazioni, ovvero i caloriferi, tendono a creare degli aloni neri nelle loro prossimità e sul soffitto sovrastante.
I rimedi possibili possono essere soltanto due:
• avere un riscaldamento a pavimento: il calore viene rilasciato da tutta la pavimentazione dell’immobile in modo omogeneo, evitando gli aloni neri. Questa soluzione non consente di avere muri perfettamente puliti, ma il colore delle superficie cambia in modo omogeneo nel tempo.
• effettuare un’imbiancatura con smalti: le superfici smaltate, essendo lavabili, possono durare anche 15-20 anni se tenute in buono stato, grazie a dei lavaggi delicati da effettuare ogni 3-4 anni.

Un’ottima alternativa all’imbiancatura è senza dubbio la posa di tappezzerie in stoffa o viniliche. La loro durata, se posate correttamente, supera abbondantemente i 20 anni. Ad ogni modo, il lavaggio delicato è d’obbligo al fine di garantirne la longevità.

Andrea
Andrea
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