L’IRRIGAZIONE A PIOGGIA NELL’AMBIENTE URBANO

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L’IRRIGAZIONE A PIOGGIA NELL’AMBIENTE URBANO

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Lo sviluppo e mantenimento delle zone verdi nei nuclei urbani porta con sè la necessità di disporre di un sistema d’irrigazione efficace. L’evoluzione dei sistemi d’irrigazione manuale ha portato all’applicazione di sistemi d’irrigazione a pioggia frequentemente utilizzati per l’irrigazione di parchi e giardini pubblici.
In questo tipo d’irrigazione l’acqua si polverizza; per questo motivo, queste installazioni sono spesso approvate dalle pubbliche amministrazioni in quanto catalogate come tra quelle che presentano le minori probabilità di prolificazione di batteri malevoli per la salute pubblica.

Gli strumenti d’irrigazione a pioggia che inizialmente si usavano erano basati su un funzionamento principalmente “a spray” e venivano regolarmente collocati sul terreno e rimossi una volta compiuta la loro funzione.

Posteriormente, dovuto alla facilità di applicazione oltre che per evitare ostruzioni o guasti nacquero gli spruzzatori “emergenti” ovvero quelli che restano nascosti nel terreno e solamente emergono durante il processo d’irrigazione.

Il sistema d’irrigazione a pioggia è basicamente costituito da una rete di distribuzione dell’acqua; un sistema di controllo che include generalmente un timer, delle valvole meccaniche e dei diffusori o bocchettoni che la vaporizzano e la spingono fino alle diverse zone da irrigare.
I principali sistemi esistenti sul mercato si possono dividere in due grandi gruppi: emergenti e non emergenti, i quali includono 3 sottogruppi:
Spruzzatori a impatto;
Diffusori;
Spruzzatori a turbina.

Gli spruzzatori e diffusori emergenti si collocano a livello del terreno e al ricevere pressione, una parte emerge in superficie per irrigare. Alla fine del processo, grazie a un meccanismo di retrocessione, torna alla sua posizione originaria. In molti casi gli irrigatori dispongono di un piccolo filtro per la protezione delle bocchette di vaporizzazione dell’acqua.

Gli irrigatori a impatto sono meccanismi nei quali l’impatto dell’acqua su una parte mobile produce uno spostamento del getto d’acqua lungo un percorso determinato.
I diffusori sono strumenti fissi, più semplici, che permettono l’irrigazione di un settore specifico e fisso del terreno.
Gli spruzzatori a turbina sono apparati che, come indicato dal nome, dispongono di una turbina che potenzia la diffusione dello spruzzo d’acqua e permette lo spostamento dello spruzzo lungo una porzione di terreno.

I criteri basici di messa in opera dell’apparato devono basarsi sulla certezza che l’acqua che arriva al suolo da irrigare sia di una qualità batteriologica adeguata e, che ci sia un sistema di mantenimento dell’installazione che permetta la pulizia e disinfezione delle parti più suscettibili a contaminazione.
Per questo in fase di progettazione dell’impianto, si dovrà pensare in primo luogo all’origine dell’acqua e quindi alla garanzia microbiologica garantita.

Quando per esempio si usa acqua proveniente dalla rete urbana non è necessario realizzare nessun trattamento di disinfezione in quanto già abbiamo la certezza che la qualità dell’acqua è garantita. Nel caso di esistenza di depositi previ o intermedi o tratti dell’impianto che favoriscano la perdita della capacità disinfettante dell’acqua, andrà valutata la necessità di realizzare invece trattamenti specifici. In molti casi l’utilizzo di acque, sotterranee o con presenza di liquami, depurate, ma non potabilizzate (reti secondarie) per irrigazione o pulizia di giardini o via pubbliche è necessaria per ottenere un risparmio generale di acqua come già è previsto da molte amministrazioni pubbliche che ne regolano l’uso.

previsto da molte amministrazioni pubbliche che ne regolano l’uso.

Andrea
Andrea
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